domenica 5 febbraio 2012
giovedì 19 gennaio 2012
BENEDETTA UNA CAPPELLA ALLA SELEX DI ROMA
La cappella aziendale è stata intitolata a San Giuseppe e al Beato Giovanni Paolo II.
ROMA, 18 gennaio, è stata inaugurata nella sede di via Tiburtina di SELEX Sistemi Integrati - un'azienda di Finmeccanica - la Cappella aziendale dello stabilimento.
La cerimonia della benedizione della cappella è stata preceduta dalla Santa Messa, presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare del settore nord della diocesi di Roma.
Una targa realizzata dai lavoratori dello stabilimento di Roma è stata collocata all'ingresso della cappella a ricordo dell’evento.
La motivazione della doppia intitolazione della cappella a San Giuseppe e al papa beato Giovanni Paolo II risiede in due ragioni, strettamente collegate alla storia di SELEX Sistemi Integrati.
La prima ragione quella di legare idealmente e spiritualmente la cappella della sede di Roma a quella della sede aziendale di Giugliano in Campania (Napoli), inaugurata dieci anni fa, e intitolata a San Giuseppe. La seconda ragione è quella di ricordare il Beato papa Giovanni Paolo II il quale, in occasione del Giubileo dell'anno 2000, indisse un anno dedicato all'annuncio di Cristo nei luoghi di lavoro.
Con la benedizione della cappella, evento di per sé rilevante e raro, sia per la comunità aziendale sia per quella ecclesiale, verrà avviata anche una pastorale aziendale, che prevederà una Santa Messa e l'adorazione eucaristica a cadenza mensile nella nuova cappella.
ROMA, 18 gennaio, è stata inaugurata nella sede di via Tiburtina di SELEX Sistemi Integrati - un'azienda di Finmeccanica - la Cappella aziendale dello stabilimento.
La cerimonia della benedizione della cappella è stata preceduta dalla Santa Messa, presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Guerino Di Tora, vescovo ausiliare del settore nord della diocesi di Roma.
Una targa realizzata dai lavoratori dello stabilimento di Roma è stata collocata all'ingresso della cappella a ricordo dell’evento.
La motivazione della doppia intitolazione della cappella a San Giuseppe e al papa beato Giovanni Paolo II risiede in due ragioni, strettamente collegate alla storia di SELEX Sistemi Integrati.
La prima ragione quella di legare idealmente e spiritualmente la cappella della sede di Roma a quella della sede aziendale di Giugliano in Campania (Napoli), inaugurata dieci anni fa, e intitolata a San Giuseppe. La seconda ragione è quella di ricordare il Beato papa Giovanni Paolo II il quale, in occasione del Giubileo dell'anno 2000, indisse un anno dedicato all'annuncio di Cristo nei luoghi di lavoro.
Con la benedizione della cappella, evento di per sé rilevante e raro, sia per la comunità aziendale sia per quella ecclesiale, verrà avviata anche una pastorale aziendale, che prevederà una Santa Messa e l'adorazione eucaristica a cadenza mensile nella nuova cappella.
lunedì 9 gennaio 2012
Cristianesimo in Nigeria: continuano le persecuzioni dei fondamentalisti di Boko Haram
«Davanti alla continua violenza ai danni dei nostri fratelli nigeriani, Luci sull’Est unisce la propria voce a quella di Papa Benedetto XVI e dei vescovi del paese africano per deplorare l’odio cieco che, alimentato da un certo fondamentalismo islamico, colpisce la Sposa di Cristo così duramente, con il proposito addirittura di sradicarla». Per bocca del suo portavoce Julio Loredo, Luci sull’Est – associazione che dal 1991 contribuisce alla diffusione del Vangelo nei paesi usciti da governi totalitari anticristiani – condanna la persecuzione dei cristiani in Nigeria che da Natale scorso ha già provocato decine di morti, un numero imprecisato di feriti e, in queste ore, anche l’esodo forzato di centinaia di cristiani dal Nord del Paese.
«In Nigeria – prosegue Loredo – ciò che la Christian Association ha giustamente definito “pulizia etnica e religiosa sistematica” sta mettendo a rischio la stessa sopravvivenza del cristianesimo. Nel paese africano, colpito dagli attacchi del gruppo islamico Boko Haram, assistiamo all’ennesimo caso di quel fenomeno definito da Benedetto XVI “cristianofobia”, ovvero odio verso il cristianesimo. È ormai urgente che le istituzioni internazionali lo inseriscano nell’agenda mondiale dei grandi conflitti da risolvere. Ogni anno infatti, 105.000 cristiani nel mondo sono condannati al martirio. I principali responsabili sono quelli già indicati dal Papa: fondamentalismo islamico, paesi rimasti comunisti, nazionalismi religiosi e perfino l’Occidente. Tutti gli amici di Luci sull’Est, circa 200 mila in tutto il mondo, saranno invitati a pregare la Divina Provvidenza affinché questa violenza possa cessare al più presto, e i cristiani possano di nuovo godere di piena libertà nell’esercizio della loro religione».
«In Nigeria – prosegue Loredo – ciò che la Christian Association ha giustamente definito “pulizia etnica e religiosa sistematica” sta mettendo a rischio la stessa sopravvivenza del cristianesimo. Nel paese africano, colpito dagli attacchi del gruppo islamico Boko Haram, assistiamo all’ennesimo caso di quel fenomeno definito da Benedetto XVI “cristianofobia”, ovvero odio verso il cristianesimo. È ormai urgente che le istituzioni internazionali lo inseriscano nell’agenda mondiale dei grandi conflitti da risolvere. Ogni anno infatti, 105.000 cristiani nel mondo sono condannati al martirio. I principali responsabili sono quelli già indicati dal Papa: fondamentalismo islamico, paesi rimasti comunisti, nazionalismi religiosi e perfino l’Occidente. Tutti gli amici di Luci sull’Est, circa 200 mila in tutto il mondo, saranno invitati a pregare la Divina Provvidenza affinché questa violenza possa cessare al più presto, e i cristiani possano di nuovo godere di piena libertà nell’esercizio della loro religione».
giovedì 29 dicembre 2011
La riforma dell'Ordine dei giornalisti: libertà d'informazione in pericolo
La libertà di opinione, di parola e di informazione non possono essere sacrificate sull’ara di un’ Europa “matrigna” che chiede la riforma degli Ordini professionali ad ogni costo per soddisfare i demoni dei mercati finanziari, compreso quello dei giornalisti.
L’Ordine dei giornalisti che si vorrebbe abolire se non riformato entro agosto porterebbe alla soppressione dell’elenco dei pubblicisti, ma ciò finirebbe inevitabilmente con il limitare il pluralismo e quindi la libertà dell’informazione stessa. Una riforma, se proprio va fatta, deve tutelare i diritti acquisiti sia dei giornalisti professionisti sia dei pubblicisti, perché entrambi svolgono una funzione altrettanto importante per una corretta, efficace ed efficiente informazione. Oserei dire che la loro azione è complementare; se si vogliono evitare le differenze, tra professionisti e pubblicisti, con la costituzione di un elenco unico questo non può avvenire con la soppressione degli elenchi già esistenti ma al massimo rendendo questi ultimi ad esaurimento e nel contempo prevedendo nuove forme di accesso alla professione per le nuove leve, magari un titolo di studio adeguato e quant’altro.
L’orientamento verso la liberalizzazione dell’Ordine dei giornalisti non deve tradursi in chiusura e nel consolidamento di una classe di privilegiati, “i professionisti” appunto che hanno la possibilità economica di frequentare scuole costosissime o il praticantato grazie ad amicizie e altro.
L’esercizio della professione giornalistica non può, per sua natura, essere soggetto a limitazioni di sorta, mantenere i due elenchi soddisfa il principio di pluralismo e di libertà, fare un elenco unico indebolirebbe questa libertà laddove la riforma dovrebbe portare invece a una maggiore apertura.
Come si può ammettere, anche solo in teoria, la ventilata ipotesi di impedire ai pubblicisti attuali di svolgere il loro diritto dovere di informare? Lo hanno fatto finora e, pertanto, non può essere loro impedito; questa sarebbe un’intollerabile violenza, un vulnus alla stessa democrazia. A tal proposito ricordiamo i sacrosanti principi che sono alla base della nostra società libera e democratica l’art. 21 della Costituzione italiana, ma anche l’art. 11 della Carta dei diritti Fondamentali dell’Unione Europea.
Pier Vincenzo Rosiello
martedì 20 dicembre 2011
Uniti per la vita di Pier Vincenzo Rosiello
Candide anime quasi cristalline,
al pari di rugiade mattutine
brillate leggiadre e trasparenti
di quell’amore che incanta i talenti.
Cigni danzanti su laghi fatati
con patti sacri l’un l’altra votati:
sempre uniti, tutta la vita insieme,
sì dando dell’amore vostro il seme.
Cantano gli angeli alla vostra vista
per il Cristo Gesù fonte d’amore
che dolce possiede il vostro cuore
ed è custode di quell’innocenza,
che eleva l’uomo sino all’infinito
e sola lo riveste di potenza.
al pari di rugiade mattutine
brillate leggiadre e trasparenti
di quell’amore che incanta i talenti.
Cigni danzanti su laghi fatati
con patti sacri l’un l’altra votati:
sempre uniti, tutta la vita insieme,
sì dando dell’amore vostro il seme.
Cantano gli angeli alla vostra vista
per il Cristo Gesù fonte d’amore
che dolce possiede il vostro cuore
ed è custode di quell’innocenza,
che eleva l’uomo sino all’infinito
e sola lo riveste di potenza.
domenica 4 dicembre 2011
Quando l’amore diventa per sempre
Ad Albano Laziale la presentazione del libro Insieme nell'Infinito di Pier Vincenzo Rosiello
Se i fallimenti coniugali sono una triste realtà è pur vero che l’amore per sempre è possibile. Una delle più importanti sfide di questo secolo è proprio quella di pensare al matrimonio non come alla tomba ma alla culla dell’amore, al luogo in cui la coppia impara ad amare e a essere pienamente felice. Questo il messaggio del libro "Insieme nell’infinito" scritto dal giornalista Pier Vincenzo Rosiello, che è stato presentato nell’aula giunta – palazzo Savelli del Comune di Albano Laziale lunedì 12 dicembre alle ore 16.00.
SONO INTERVENUTI: S.E. Mons. Marcello Semeraro vescovo diocesi di Albano, Aldo Onorati scrittore, Anna Laganà Madìa presidente di ANIMO, Carmelo Ucchino critico letterario, Rosalia Azzaro Pulvirenti ricercatrice del CERIS - CNR di Roma. Ha moderato Ulderico Piernoli, direttore di Televita. L’attrice Anna Maria Iacopini ha recitato alcune poesie del libro.
Edito da Albatros Il Filo - collana STRADE NuoveVoci e giunto a ottobre alla ristampa, il libro è dedicato ad Anna Lisa Delli Noci, autrice delle illustrazioni e di alcune poesie. Quest’opera, che si richiama all’antico genere satirico inaugurato da Menippo di Gadara e che fa la parodia al romanzo Madame Bovary di Gustave Flaubert, ha ricevuto un premio come inedito nel 2003 nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La prefazione è di Lubomir Zak, ordinario di Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Lateranense. Un'originale opera letteraria, quindi, che alternando stili narrativi diversi esprime l’unicità dei sentimenti degli innamorati. L’autore si pone in atteggiamento di sfida di fronte alla communis opinio di un mondo che banalizza la dimensione affettiva, fino a renderla mera soddisfazione del piacere fisico. La forma dialogica, che si alterna alla poesia e al disegno, segna l’importanza di superare i monologhi, che alla lunga portono alla crisi della coppia: per vivere felici occorre aprirsi all’altro e condividerne l’esistenza. Quando c’è l’amore ogni cosa, anche la più semplice, si carica di significato. L’uomo e la donna, allora, si elevano a Dio, come una scala di note musicali, come i colori dell’arcobaleno e ne percepiscono la presenza. Il matrimonio, per l’autore del libro, non è che il coronamento di questo amore che conduce gli sposi verso l’infinito. Certamente le crisi non mancano e vi è un momento anche nella storia di Carlo ed Emma, i protagonisti del libro, in cui i due sembrano decisi a lasciarsi, ma poi tutto si risolve in una bellissima elegia.
SONO INTERVENUTI: S.E. Mons. Marcello Semeraro vescovo diocesi di Albano, Aldo Onorati scrittore, Anna Laganà Madìa presidente di ANIMO, Carmelo Ucchino critico letterario, Rosalia Azzaro Pulvirenti ricercatrice del CERIS - CNR di Roma. Ha moderato Ulderico Piernoli, direttore di Televita. L’attrice Anna Maria Iacopini ha recitato alcune poesie del libro.
Edito da Albatros Il Filo - collana STRADE NuoveVoci e giunto a ottobre alla ristampa, il libro è dedicato ad Anna Lisa Delli Noci, autrice delle illustrazioni e di alcune poesie. Quest’opera, che si richiama all’antico genere satirico inaugurato da Menippo di Gadara e che fa la parodia al romanzo Madame Bovary di Gustave Flaubert, ha ricevuto un premio come inedito nel 2003 nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La prefazione è di Lubomir Zak, ordinario di Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Lateranense. Un'originale opera letteraria, quindi, che alternando stili narrativi diversi esprime l’unicità dei sentimenti degli innamorati. L’autore si pone in atteggiamento di sfida di fronte alla communis opinio di un mondo che banalizza la dimensione affettiva, fino a renderla mera soddisfazione del piacere fisico. La forma dialogica, che si alterna alla poesia e al disegno, segna l’importanza di superare i monologhi, che alla lunga portono alla crisi della coppia: per vivere felici occorre aprirsi all’altro e condividerne l’esistenza. Quando c’è l’amore ogni cosa, anche la più semplice, si carica di significato. L’uomo e la donna, allora, si elevano a Dio, come una scala di note musicali, come i colori dell’arcobaleno e ne percepiscono la presenza. Il matrimonio, per l’autore del libro, non è che il coronamento di questo amore che conduce gli sposi verso l’infinito. Certamente le crisi non mancano e vi è un momento anche nella storia di Carlo ed Emma, i protagonisti del libro, in cui i due sembrano decisi a lasciarsi, ma poi tutto si risolve in una bellissima elegia.
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