Possiamo discutere di tutto ... ma l'unità nazionale è un valore "assoluto" del popolo italiano. Non si possono mascherare dietro bieche ragioni economiche motivazioni di assai poco lungimirante visione della realtà e della politica. Mettere in discussione l'opportunità della festa del 17 marzo, 150° anniversario dell'unità d'Italia, in una situazione politica, qual è la nostra, è ancora più grave perché finisce per scaricare le divisioni degli opposti schieramenti politici sul Paese, arrivando addirittura a proiettare siffatte divisioni sulla sua storia e sull'identità della nazione italiana. Tra l'altro non festeggiare l'unità d'Italia finisce per far passare tra la gente un messaggio "distorto" sull'orientamento politico del Governo che si appresta a portare in Camera e in Senato "il federalismo fiscale". Sicuramente il popolo italiano si sentirà deluso e avvertirà l'amaro in bocca di una fedeltà tradita, la propria e quella dei propri padri e dei propri nonni e bisnonni. Buona festa del 150° a tutti. Pier Vincenzo Rosiello
sabato 12 febbraio 2011
martedì 1 febbraio 2011
Politica italiana: urge una carta deontologica
La tempesta scoppiata sul premier Berlusconi lascia tutti perplessi: non si tratta, infatti, di scandalo politico "tout court", ma sembra avere, piuttosto, i connotati di una battaglia politica. Purtroppo anche i pm di Milano sono caduti nella rete mediatica, che li vede parte in causa della "piece" che viene quotidianamente messa in scena per il piacere del pubblico pagante. Un po' come avviene per certe vicende giudiziarie che occupano la gran parte delle cronache di giornali e tv: basti pensare alla vicenda di Avetrana. Ancora una volta al popolo si offre panem et circenses, mentre la nostra Italia ristagna in una crisi economica, culturale, morale e religiosa, forse senza precedenti. Chiunque ha la chiara percezione che si voglia a tutti i costi dare una spallata al Governo Berlusconi. Ma qual è la ragione? E' davvero possibile pensare che il destino del Paese dipenda dalle notti "segrete" di Arcore? Ci sono schieramenti politici che in passato hanno osato candidare e far eleggere prostitute e travestiti. Allora qual è la ragione? Lo scontro intestino tra Fini e Berlusconi, che ha portato alla nascita del FLI e del terzo polo? Se è così non si capisce la posizione di PD e di Italia dei Valori. A un certo punto sembrerebbe addirittura che Fini, passato improvvisamente all'opposizione, utilizzi la carica istituzionale di Presidente della Camera per combattere la maggioranza e delegittimare il Cavaliere. Uso sempre il condizionale perché, come ho detto, siamo immersi in una rappresentazione teatrale, una sorta di fiction che non si sa bene quanto sia vicina o lontana rispetto alla realtà. E così mentre Marchionne piega i sindacati alle ragioni del mercato e i lavoratori scelgono la via stretta pur di conservare lo stipendio, i politici si guardano l'un l'altro in cagnesco rivendicando ragioni larvatamente legate agli scheletri delle ideologie del passato. La partita è ancora aperta. Ha ragione il Papa a mettere il dito nella piaga: la coscienza, la morale. Anche la Chiesa ha fatto il "mea culpa" colpita dalla corruzione dei costumi di questa società senza valori. Chiedere ai politici di essere esempi di una morale laica alta ed esigente non è sbagliato. Le figure chiamate a guidare il popolo devono avere il coraggio, al di là delle proprie debolezze e degli errori eventualmente commessi, di indicare esempi di alta moralità. Chi scredita il Presidente del Consiglio passando al setaccio la sua vita privata fa il bene della Nazione? O mettendo alla berlina il nostro Paese sulla scena europea e internazionale provoca un danno più grave del bene cercato? E chi scredita il Presidente della Camera e i pm fa un favore agli italiani o concorre ad esacerbare un clima di disordine, di confusione e di lotta? Il bene del Paese per chi giura fedeltà alla nazione dovrebbe essere più grande dei "particulari" di guicciardiana memoria. Forse è venuto il momento di cercare una nuova identità politica e culturale che alla lotta personale antepoga il rispetto dell'uomo. Non sarebbe male creare come per certi ordini professionali una deotologia dei politici, penso che sarebbe sano e, scongiurerebbe, forse certe lotte senza esclusioni di colpi che ci danno l'impressione che sia venuta drammaticamente meno la famosa separazione dei poteri di Montesquieu e con essa la possibilità di una vita democratica serena.
Pier Vincenzo Rosiello
giovedì 21 ottobre 2010
A GABRIELLA
pieni di tanti annunci di speranza
sì tanto cari a chi affranto avanza
chinando il suo capo a Chi lo conduce.
Dalla parte di Medea t’eri schierata
nella battaglia della tua vita
lottando da donna innamorata
durante la tua coraggiosa salita.
Ora riposi negli spazi celesti
eterna ricompensa dei giusti
che il Signore per te ha preparato.
In vero tu però non ci hai lasciato
ma nella città dalle gesta illustri
continui la tua lotta in altre vesti.
di Pier Vincenzo Rosiello
Una serata con Olimpia Tarzia in ricordo di Gabriella Valli
Nata a Roma nel 1936, Gabriella Valli, trascorse la sua infanzia e adolescenza nel quartiere Flaminio in un ambiente familiare sereno e ricco di stimoli. Seguì i corsi di Teologia e Scienze Religiose presso l’Università Lateranense. Autrice di raccolte di poesie e di libri pubblicò, tra le altri, la raccolta di poesie “Voci di donna” (Pagine 2000), la silloge lirica “Le mani piene di fori” (Pagine 2001), la storia dossier “Dalla parte di Medea” (Pagine 2002).
La serata è stata condotta da Luisa Coccia che ha ricordato con commozione Gabriella alla presenza della sorella Anna. Dalle testimonianze di Aldo BELLO, di Ruggero MARINO, di Plinio PERILLI, di Donatella MOLINARI è emersa la figura di un’amica, di una poetessa, di una donna di cultura, di fede e di impegno sociale. Molti amici le hanno dedicato scritti e poesie, ricordando la sua energia, il suo spirito combattivo e la sua bontà.
Tra gli interventi, che si sono succeduti, molto bello è stato quello dell’on. Olimpia Tarzia, presidente della Commissione Politiche familiari e Pari opportunità della Regione Lazio, che sta conducendo una coraggiosa battaglia per la riforma dei consultori familiari. Un lotta doverosa per la vita, per la famiglia e per la dignità dell’uomo.
Nel ricordare questa laica cattolica l’on Tarzia, accompagnata dal marito Antonio Ventura presidente del Movimento per la vita di Roma, ha evidenziato come Gabriella Valli abbia incarnato nella sua vita l’ideale stesso del muovo femminismo, espresso così bene nella lettera enciclica “Evangelium vitae” di Giovanni Paolo II. Un femminismo costruttivo, che vuole attribuire centralità all’azione della donna nella società, a tutti i livelli e nei diversi settori, per la costruzione del mondo. Gabriella era una laica, impegnata con l’iniziale maiuscola e ha lasciato una traccia della sua passione in tutti i suoi amici che ieri erano presenti numerosi.
di Pier Vincenzo Rosiello
ARTE E DISABILITA' La Sant’Egidio inaugura a Trastevere la mostra “Noi l’Italia”
Alla manifestazione sono intervenuti: Eugenia Roccella, sottosegretario al Ministero della salute, Francesco Giro, sottosegretario al Ministero dei Beni culturali, Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, Simonetta Lux, docente dell’Università di Roma “La Sapienza”, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio e Diego Proietti del Movimento Gli Amici,
Tra le opere presentate “La breccia di Porta Pia” di Paola Verre, “La grande guerra” di Arturo Maggio e “25 aprile ‘45” di Annamaria Colapietro ripercorrono la storia unitaria ricordandone alcuni momenti fondativi, mentre altri come il “Ritratto a mezza figura di Goffredo Mameli di Giovanni Fenu ne ritraggono alcuni personaggi.
Alla visione degli avvenimenti del passato si alterna quella del futuro dell’Italia. È il caso di dipinti come “Vorrei l’Italia più mista, colorata, amica” di Micaela Vinci, in cui emerge la consapevolezza che la ricchezza storica e artistica dell’Italia unita è al tempo stesso un patrimonio e una responsabilità. Questa considerazione ci induce, come suggeriscono gli stessi artisti della mostra a “Non rompere la rete”, a non perdere cioè nulla di ciò che c’è di buono nel nostro Paese, ma soprattutto a non “Non dividere l’unità d’Italia” come chiede Samantha Famiani.
Quest’esposizione è il frutto del lavoro della Comunità di Sant’Egidio, che da decenni è impegnata a fianco di persone con disabilità mentale, “Gli Amici”. Famosi, ormai in numerose città d’Italia e d’Europa, sono i loro laboratori d’arte, in cui i disabili comunicano e creano utilizzando tecniche e materiali diversi, giungendo alla realizzazione di vere e proprie opere d’arte.
La mostra, che si concluderà il 31 di ottobre, ha ricevuto il sostegno dell’Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma e della società Zetema, il patrocinio del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea ed è stata realizzata grazie al sostegno di Birra Peroni.
I dipinti, le istallazioni e i video della mostra sono stati realizzati anche per sostenere il progetto DREAM, con cui la Comunità di Sant’Egidio lotta per debellare l’AIDS e la malnutrizione in Africa.
di Pier Vincenzo Rosiello
giovedì 9 settembre 2010
Mea Puglia Ottima la performance di Al Bano
PVR
mercoledì 16 giugno 2010
L’Eucaristia al centro della vita ecclesiale
Pier Vincenzo Rosiello

