La tempesta scoppiata sul premier Berlusconi lascia tutti perplessi: non si tratta, infatti, di scandalo politico "tout court", ma sembra avere, piuttosto, i connotati di una battaglia politica. Purtroppo anche i pm di Milano sono caduti nella rete mediatica, che li vede parte in causa della "piece" che viene quotidianamente messa in scena per il piacere del pubblico pagante. Un po' come avviene per certe vicende giudiziarie che occupano la gran parte delle cronache di giornali e tv: basti pensare alla vicenda di Avetrana. Ancora una volta al popolo si offre panem et circenses, mentre la nostra Italia ristagna in una crisi economica, culturale, morale e religiosa, forse senza precedenti. Chiunque ha la chiara percezione che si voglia a tutti i costi dare una spallata al Governo Berlusconi. Ma qual è la ragione? E' davvero possibile pensare che il destino del Paese dipenda dalle notti "segrete" di Arcore? Ci sono schieramenti politici che in passato hanno osato candidare e far eleggere prostitute e travestiti. Allora qual è la ragione? Lo scontro intestino tra Fini e Berlusconi, che ha portato alla nascita del FLI e del terzo polo? Se è così non si capisce la posizione di PD e di Italia dei Valori. A un certo punto sembrerebbe addirittura che Fini, passato improvvisamente all'opposizione, utilizzi la carica istituzionale di Presidente della Camera per combattere la maggioranza e delegittimare il Cavaliere. Uso sempre il condizionale perché, come ho detto, siamo immersi in una rappresentazione teatrale, una sorta di fiction che non si sa bene quanto sia vicina o lontana rispetto alla realtà. E così mentre Marchionne piega i sindacati alle ragioni del mercato e i lavoratori scelgono la via stretta pur di conservare lo stipendio, i politici si guardano l'un l'altro in cagnesco rivendicando ragioni larvatamente legate agli scheletri delle ideologie del passato. La partita è ancora aperta. Ha ragione il Papa a mettere il dito nella piaga: la coscienza, la morale. Anche la Chiesa ha fatto il "mea culpa" colpita dalla corruzione dei costumi di questa società senza valori. Chiedere ai politici di essere esempi di una morale laica alta ed esigente non è sbagliato. Le figure chiamate a guidare il popolo devono avere il coraggio, al di là delle proprie debolezze e degli errori eventualmente commessi, di indicare esempi di alta moralità. Chi scredita il Presidente del Consiglio passando al setaccio la sua vita privata fa il bene della Nazione? O mettendo alla berlina il nostro Paese sulla scena europea e internazionale provoca un danno più grave del bene cercato? E chi scredita il Presidente della Camera e i pm fa un favore agli italiani o concorre ad esacerbare un clima di disordine, di confusione e di lotta? Il bene del Paese per chi giura fedeltà alla nazione dovrebbe essere più grande dei "particulari" di guicciardiana memoria. Forse è venuto il momento di cercare una nuova identità politica e culturale che alla lotta personale antepoga il rispetto dell'uomo. Non sarebbe male creare come per certi ordini professionali una deotologia dei politici, penso che sarebbe sano e, scongiurerebbe, forse certe lotte senza esclusioni di colpi che ci danno l'impressione che sia venuta drammaticamente meno la famosa separazione dei poteri di Montesquieu e con essa la possibilità di una vita democratica serena.
Pier Vincenzo Rosiello


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